martedì 26 aprile 2016

TRACCE DI PISTOLERO - By WILSON VIEIRA E CLAUDIO VIEIRA DE OLIVEIRA



GUNFIGHTER’S TRAIL 
RASTRO DE PISTOLEIRO 
TRACCE DI PISTOLERO

ARGUMENTO E ROTEIRO - WILSON VIEIRA
DESENHOS E ARTE FINAL - CLAUDIO VIEIRA DE OLIVEIRA


venerdì 22 aprile 2016

FLAVIA WEISGHIZZI - INCONTRO CON WILSON VIEIRA

CANGACEIROS - UOMINI DI CUOIO
Incontro con Wilson Vieira

Brasile, 1920. In una regione arida e arretrata del Brasile Nord occidentale, l’ingiustizia sociale ha smembrato e perseguitato tutta una generazione e il sistema feudale arricchisce una piccola oligarchia di latifondisti alle spalle di cittadini dai grandi desideri e dalle poche speranze.
Virgulino Ferreira da Silva ha 22 anni, e una grande sete di vendetta.
Ha visto morire la madre e il padre, è lui stesso perseguitato ed esiliato, costretto a vivere un’esistenza meschina e nomade.
Senza requie, senza pace, Virgulino decide di prendere in mano le sue sorti e combattere per la giustizia.
Da qui prende la mosse CANGACEIROS, Uomini di cuoio, la storia nella quale Wilson Vieira racconta la vicenda del famoso Cangaceiros conosciuto con il nome di Lampiao e, attraverso al sua vita, le ragioni e le circostanze che lo condussero a diventare l’indiscusso leader di una crociata contro i grandi proprietari terrieri.
Wilson ci offre uno spaccato dell’epoca, una suggestione a metà strada tra la leggenda e la realtà storica, tra folklore e persecuzioni di una della più desolate e mistiche regioni del Brasile.
I Cangaceiros erano i banditi del Sertao, che prendevano il nome dal Cangaço, il gioco fissato intorno al collo dei buoi, ma anche la berlina che si stringeva intorno a quello dei condannati. Successivamente, Cangaceiros acquistò il significato di uomini e donne che combattevano contro lo strapotere dei Coronéis, i grandi signori che esercitavano il diritto di vita e morte sui loro sottoposti.
Virgulino Ferreira da Silva, con il nome di Lampao, insieme a coloro che credevano nella sua causa, combatté fino alla morte per il valore della parola libertà.
Veira racconta questa pagina oscura eppure affascinante della storia del suo paese, una metafora della lotta dell’uomo per il suo diritto di vivere una vita degna di essere vissuta che certamente non si chiude con la morte di Lampao, ma lancia le sua propaggini attraverso i secoli, in una denuncia che, purtroppo, non ha perso al sua attualità.

WILSON VIEIRA - Nato a Sao Paolo (Brasile) il 28 agosto 1949, si forma professionalmente presso lo STUDIO STAFF DI IF a Genova (nome del collettivo di autori che fa capo allo studio IF -Immagini & Fumetti - di Gianni Bono). Pubblica su varie testate - Tarzan, Diabolik, L´Uomo Ragno, La Furia del West, Qui Commissario Norton, Coyote, Davy Crockett. Studia presso l´istituto d´arte Lorenzo de´Medici di Firenze. Collabora con la Sergio Bonelli Editore, disegnando alcuni episodi per Il Piccolo Ranger.
CANGACEIROS - UOMINI DI CUOIO, pubblicato in Brasile dalle edizioni Cluq, ha ottenuto un notevole successo di critica e ottimo riscontro di vendite.

Come nasce l’idea di  CANGACEIROS - Uomini di cuoio?
Il soggetto iniziale nasce in 1982, quando ho visto qui in Brasile la fiction sulla vita di Lampião e Maria Bonita trasmesso dalla rete televisiva Globo. Non conoscevo la vicenda della vita di Lampião, ma mi ha molto colpito. Ho incominciato allora a documentarmi su questa bellissima pagina della storia Brasiliana e dopo qualche anno, mi sono reso conto che il materiale da me raccolto sarebbe potuto diventare un fantastico soggetto.
Lentamente ho cominciato a scrivere e così è nato CANGACEIROS - HOMENS DE COURO, una saga Brasiliana a fumetti con notevole successo di critica e ottimo riscontro di vendite.
Cangaceiros è una serie di albi di 96 pagine in bianco e nero, ciascuno arricchito dal talento artistico e visionario di diversi disegnatori che hanno creduto nel mio progetto e lo stanno portando avanti.
Per ora la serie consta di 20 albi, ma il materiale raccolto è così tanto e così interessante che non credo che mi fermerò.

Dove è stata pubblicata?
Cangaceiros purtroppo è stata pubblicata solo in Brasile e soltanto nel 2004 per la Casa Editrice CLUQ - Clube dos Quadrinhos (Club dei Fumetti), qui a Sao Paolo/Brasile. Devo dire che il fumetto qui in Brasile è una sfida per chiunque, dal momento che il 95% circa dei fumetti pubblicati è di importazione, di produzione Statunitense e Italiana. Noi sceneggiatori, disegnatori e anche Case Editrici siamo dei veri eroi a fare qualcosa in Brasiliano per i Brasiliani. Però è una lotta impari, dal momento che comprare e tradurre materiale di altri Paesi è più semplice ed economico per le Case Editrici, che non investono se non in minima parte nella potenzialità interne.

Perché hai scelto questa storia?
Perché è una storia poco conosciuta qui in Brasile, e mai raccontata attraverso i fumetti, perché nonostante sia ambientata agli inizi del 1900 racconta di tematiche di stringante attualità come la fame e la sofferenza del uomo, però è una storia bella, perché racconta la volontà di alcuni uomini e donne che hanno dato le loro vita per un ideale, quello di offrire agli abitanti diquella regione lontana e "dimenticata" dai politici Brasiliani la possibilità di avere gli stessi diritti di quelli del sud del Brasile. Lo sai che spesso i giovani Brasiliani, non hanno neppure idea di cosa sia il Cangaço oppure i Cangaceiros? Una assurdità non trovi?

Chi sono i protagonisti di Cangaceiros ?
Questo secondo me è il bello di questa storia: i protagonisti di Cangaceiros sono il popolo di quella regione, persone semplici, che sono riusciti a diventare eroi. La figura centrale è indubbiamente Lampiao, però racconterò anche la vita della sua donna, dei suoi amici della banda, insomma le vicende quotidiane degli abitanti del nord-est Brasiliano. É una storia cruda, crudele, che credo però debba essere portata alla conoscenza di tutti e penso che possa attirare l’interesse non solo dei lettori Brasiliani, ma anche fuori dal Brasile.

Cosa vuoi raccontare?
Cangaceiros vuole portare all’attenzione dei suoi lettori la vita vera  dei suoi protagonisti, che purtroppo nessun fumetto straniero ha mai raccontato come dovrebbe, con questa profondità, rispettando le ricerche che ho fatto per anni. Parlerà del Cangaço e dei Cangaceiros.
E poi, in ogni albo sarà raccontata una leggenda Brasiliana, come ad esempio quella della mula senza testa.
Vorrei far conoscere insomma ai lettori Brasiliani e stranieri un po’ della nostra storia Nazionale.

Hai lavorato a lungo anche in Italia, cosa hai fatto con Bonelli?
Per Bonelli ho disegnato alcuni episodi per Il Piccolo Ranger. Devo dire che fino ad adesso, sono l´unico disegnatore Brasiliano che ha lavorato per lui, e sono stato anche il primo a disegnare Diabolik e L´Uomo-Ragno, in Europa.

Su cosa stai lavorando adesso?
Al momento, sto scrivendo delle storie brevi per un sito Brasiliano. Sto anche lavorando su una seria di 16 episodi di 104 pagine, un western chiamato GASH, che però sarà alquanto diverso da Tex, Magico Vento o Ken Parker.
Il protagonista sarà un meticcio, figlio di un messicano e di una svedese, il quale, dopo la Guerra Civile Americana, tentando di seppellire il suo passato e credendo poco nel proprio futuro, diventerà un cow-boy solitario che cercherà di combattere la violenza e la sopraffazione.

(Proprietà letteraria Flavia Weisghizzi)

venerdì 15 aprile 2016

IL PARRA: A TU PER TE CON L'UOMO RAGNO - WILSON VIEIRA

A tu per tu con L’Uomo Ragno

Vieira Wilson - by Fred Macedo_logo.jpg
L’universo sconfinato della rete mi ha fatto conoscere Wilson Vieira, affermato e
UOMO RAGNO - Copertina - Capa - 1981 - by Wilson Vieira.gif
 celebrato autore e disegnatore brasiliano. Infinite le sue collaborazioni, dalla Marvel alla Bonelli, ha disegnato dall’Uomo Ragno al Piccolo Ranger, Tarzan, Diabolik. Ha vissuto e studiato a lungo in Italia per poi fare rientro in Brasile. Ora è docente di disegno artistico in Brasile, sceneggiatore, traduttore e naturalmente anche blogger.

Wilson, ti va di raccontare inizialmente qualcosa di te, per esempio quando è nata la passione per il disegno.
 
Caro Gianluca per primo devo ringraziarti per questa nostra chiacchierata e sono molto felice per questo…beh la mia passione per il disegno è nata quando ero ancora adolescente e vedevo mio padre disegnare delle facce famose come Napoleone, Nostradamos…lui era molto in gamba con i disegni sai…li ho visto che era molto bello disegnare e ho incominciato a frequentare delle Scuole di Disegno. Questo amore verso le immagini disegnate è cresciuto piano piano ed è rimasto travolgente fino ad oggi. E poi ho avuto la fortuna di lavorare con grandissimmi disegnatori e sceneggiatori in Italia: Salvaore Deidda, Luciano Milano, Lucio de Giuseppe, Benito Naselli, Giovanni Crivello, Carlo Leone, Alfredo Saio, Andreina Repetto e tanti tanti altri buoni e cari amici. 
  
Il fumetto è stato considerato spesso un’arte meno nobile rispetto per esempio alla scrittura, ti sei  mai chiesto il perché?
  
Non, non riesco a capire il perchè, caro amico. Anzi il fumetto e la  scrittura dovrebbero camminare insieme. Sai un buon sceneggiatore deve leggere molto prima di incominciare a scrivere qualcosa. Penso che il fumetto e la scrittura camminano  insieme; il fumetto non è niente senza la scrittura e questa sarebbe molto più povera senza il fumetto, una cosa è l’anima dell’altra.
Ti va di raccontare qualcosa della tua esperienza alla Sergio Bonelli?
 
Il Piccolo Ranger - Bonelli Ediore - Staff di IF - by Wilson Vieira .jpg
Volentiere, Gianluca…lavoravo già da tempo per lo Studio Staff di  IF a Genova, per l’amico Gianni Bono, disegnando vari personaggi per varie case editrice, quando lui mi ha chiesto un bel giorno, di fare due  tavole/prove per il personaggio Il Piccolo Ranger, cosa che ho fatte con molta passione…io uno sconosciuto disegnatore brasiliano facevo una prova alla Bonelli Editore….. sono rimasto veramente molto, molto felice di aver avuto  questa possibilità, naturalmente l’ho afferrata con unghie e denti. Le prove sono state accette, tutto è andato bene e così ho disegnato degli episodi per la Bonelli. Ho un’immensa gratitudine verso Bono, perchè lui ha sempre creduto nel mio potenziale artistico, ed è stato proprio li a Genova nel suo studio che mi sono trasformato da dilettante a professionista del fumetto. 
 
Adesso tra le tante cose che fai collabori anche con il sito Progetto Fumetto per il quale sei sceneggiatore di due storie, raccontaci.
 
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Da quando sono tornato in Brasile faccio soltanto lo sceneggiatore, questo cambiamento è stato naturale per me, le sceneggiature mi attragono  da morire, mi piace andare a cercare certi temi, creare i personaggi e adesso che ho trovato un vero compagno di lavoro in Fred Macedo un bravo disegnatore brasiliano, collaboro anche per il sito italiano Progetto Fumetto scrivendo storie esclusive, abbiamo già  pubblicato li Kwi-Uktena e Evolution, il bello di tutto questo è che le storie sono pubblicate in Italiano e pure in portoghese. Tra l’altro queste due storie sono già state pubblicate sulle riviste cartacea BDJornal in  Portogallo e una sulla rivista argentina Con Hache e la rivista brasiliana Prismarte.  Ho scritto già una ventina di storie che Fred gli disegnarà.  Per il 2009 faremo insieme un’albo western con 140 paggine, prima per essere pubblicato qui in Brasile poi si vedrà. Ho anche già scritto una serie western con sedici episodi di 132 pagine ognuna. Racconterò la storia di un sopravissuto metticio della Guerra Civile Americana; mescolando la fiction e la realtá.


Perdonami, ma ho curiosità molto banali, per esempio, com’è la tua giornata tipo? Quante letture di fumetti consumi in una settimana?
 
Beh, alzato alla mattina, leggo il mio giornale e mi metto subito a vedere le ultime notizie
 sui fumetti in Web. Poi comincio a scrivere delle sceneggiature, primo  scrivo sui quaderni…non lo so ti faccio un esempio…l’altro  giorno ho visto sul Web la faccia dell’attore mexicano Danny Trejo e di li ho incominciato a scrivere una storia dove lui sarà il personaggio  principale. Le storie per me vengono così, una faccia, qualche immagine, un visuale…eccetera. Ma per dire la verità i fumetti non li leggo spesso, leggo più certi libri che trattano dell’argomento di cui sto scrivendo, questo per dare una dimensione più reale ai miei personaggi. Scrivo tutto il giorno fino a sera. Io e Fred parliamo molto sui nostri personaggi, come sono, che faccia hanno, le loro personalità e così via…facciamo il nostro lavoro veramente assieme, per questo il risultato è stato sempre soddisfaciente.  
La prima cosa che guardi in un fumetto? Nel dettaglio, siete stati in tanti a disegnare l’Uomo Ragno, il tuo occhio critico riesce a cogliere tutte le differenza stilistiche impresse nel tratto del personaggio.
 
Ogni disegnatore è unico nel suo genere, quindi ognuno vede il personaggio alla sua maniera, io ho pensato di avvicinarli il piùpossibile alla realtà, non so se ci sono riuscito, però vedrai che i miei disegni su di lui lo rendono un essere umano, un uomo qualunque dentro la sua uniforme. Ho sempre visto L’Uomo Ragno così e penso che ogni disegnatore lo disegna proprio come lo sente questo personaggio. Non dimentichiamoci che è stato concepito in un tempo in cui la tecnologia del disegno era poca cosa, oggi con l’avvento dei computers tutto si può fare, è cambiato tutto rispetto a quando io ho iniziato a disegnare.  E devo anche dirti che i testi per il mio albo “Octopus sfida L’Uomo Ragno” pubblicato da Mondadori sono stati scritti niente di meno che da Franco Fossati il grande expert dei Fumetti nel Mondo. E di questo sono molto orgoglioso. 

  Domanda da sfera di cristallo: Il futuro del fumetto come lo vedi? Più cinema più televisione o più web? Rimarrà ancora a lungo su carta?
 Mah…proprio da sfera di cristallo…per me il fumetto sarà sempre il fumetto, magari cambierà di forme certo…penso che sarà un po di tutte queste cose messe insieme, ci sono una varietà di nuove tecniche che si mischiano fra di loro, si possono applicare nel cinema, in televisione, sul web,  però la vera anima quella che conosciamo bene rimarrà sicuramente sulla carta, non è vero? Come i libri, penso che il fumetto in cartaceo rimarrà per sempre.  **

mercoledì 6 aprile 2016

PQesclusive: WILSON VIEIRA

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Cari lettori, Cari lettori, siamo lieti di potervi far conoscere un disegnatore da record,infatti è stato uno dei pochi artisti brasiliani   a collaborare con la Sergio Bonelli Editore e con l’Astorina, nonché il primo brasiliano capace di realizzare una storia dell’Uomo Ragno per la vecchia Europa, parliamo del geniale Wilson Vieira.
Ci parli della sua formazione
Wilson Viera: È sempre stata artistica, ho studiato all’inizio degli anni 70 presso l’Istituto d’arte Lorenzo de’Medici di Firenze; però venni in Italia per studiare storia e archeologia, ma il destino volle così e sono felice altrettanto, anzi ho scelto veramente quello che volevo fare: fumetti, prima come disegnatore e poi come sceneggiatore.
A quale scuola grafica si ispira o si ispirava
Wilson Vieira: Nessuna in particolare, mi piaceva tantissimo Joe Kubert, soprattutto lo stile classico, mi ha sempre affascinato, con tanti bei dettagli. Devo dirti, che oggi sono soltanto sceneggiatore e scrittore qui in Brasile. È stata una “trasformazione” naturale dalla matita al computer, è stata una realizzazione personale veramente stimolante, in quanto insengnavo un pò di tutto dal disegno fino alla sceneggiatura.
Quale ritiene essere l’elemento caratterizzante del tuo tratto
Wilson Vieira: Facevo qualsiasi disegni, per esempio, ho fatto le prove per Il Piccolo Ranger e identicamente anche per Gamba, ovvero avevo questa facilità, quando disegnavo, di poter affrontare più stili. Penso che sia proprio questo, ovvero l’adattabilità, l’elemento caratterizzante del mio tratto.
Ci parli del sue prime esperienze lavorative
Wilson Vieira: Mi sono formato professionalmente presso lo Studio Staff di IF di Gianni Bono a Genova (1973-1980); ho incominciato proprio dall’inizio a disegnare delle pietre, alberi, poi ho incominciato a disegnare uomini, animali fino a arrivare a disegnare tutta la storia, il fumetto intero. Tutti dello Staff di IF mi hanno aiutato molto, tanto nei disegni come nello scrivere. Ho lasciato molti amici allora, che oggi sono dei bravi disegnatori in Italia. In Italia ho disegnato Il Piccolo Ranger, Diabolik, L’Uomo Ragno e tanti altri personaggi.
E’ stato il primo disegnatore brasiliano che ha collaborato con la Sergio Bonelli Editore per il personaggio Il Piccolo Ranger, cosa ricorda di questa esperienza
Wilson Vieira: Un giorno Gianni Bono arrivò in studio chiedendo delle prove per il nostro prossimo lavoro per la Sergio Bonelli Editore, Il Piccolo Ranger. Ho fatto le prove (2 tavole) e sono piaciute e abbiamo, io ed altri disegnatori dello Staff di IF, iniziato ha lavorare per la Bonelli. Considerando che disegnavamo vari personaggi è stato soltanto uno tra i tanti all’epoca. Soltanto oggi ho capito l’importanza di tutto ciò e sono veramente orgoglioso di aver potuto disegnare per la internazionale Sergio Bonelli Editore e quindi di essere stato uno dei suoi autori. Sono Felice, perchè a breve , Gianni Bono tornerà a pubblicare Il Piccolo Ranger per la IF Edizioni.
Che ne pensa di Diabolik
Wilson Vieira: È stato un vero piacere disegnare questo personaggio dark, così importante nel mondo dei fumetti italiani, anche qui sono l’unico disegnatore brasiliano a farlo fino adesso. Ho disegnato 2 episodi per Diabolik e le sue maschere, la bionda Eva Kant e l’implacabile ispettore Ginko, senza dimenticare che come sceneggiatrici c’erano le Giussani.
Ci parli della sua esperienza su Spiderman
Wilson Vieira: Fantastica. Ho disegnato l’albo: Octopus sfida L’Uomo Ragno su testi dell’amico e storico degli fumetti Franco Fossati, che per me è stato un vero onore. Ancora oggi è venduto per i collezionisti, in tutta Italia. Sono anche il primo disegnatore brasiliano a disegnare L’Uomo Ragno per la Europa.
Ci racconta la sua serie Cangaceiros – Homens de Couro
Wilson Vieira: Bè, il primo albo di Cangaceiros – Uomini di Cuoio è stato pubblicato  in Brasile nel’anno 2004, da CLUQ Editrice, dall’amico e giornalista Wagner Augusto, soltanto adesso nel 2012 forse pubblicherò il numero 2. È veramente molto, molto difficile pubblicare qualsiasi cosa  in Brasile, ci sono molti fumetti americani, noi autori brasiliani siamo tutti dei veri guerrieri per questo. Voglio raccontare, secondo la mia visione, la storia di una leggenda brasiliana: Lampiao il Re del Cangaço e degli Cangaceiros. In ogni storia racconto, anche una legenda brasiliana. Il primo numero è stato un successo di critica e lettori, vediamo adesso il numero due: Cangaceiros Uomini di Cuoio – Il Guerriero Fantasma, come andrà e sarà pubblicato da Quadrix Comics Group qui in Brasile dall’amico e editore Alex Magnos con i disegni del fantastico disegnatore brasiliano Anilton Freires.
Ci racconti la sua vita da docente di disegno
Wilson Vieria: È stata una  esperienza veramente molto ricca per me, insegnare ai giovani il disegno è qualcosa di magico, capisci. Un vero scambio di conoscenza tra me e loro. Un’esperienza che mi è piaciuta tantissimo. Oggi non sono più docente di disegno, soltanto scrittore.
Ci parli dei suoi progetti futuri
Wilson Vieira: È già in produzione un albo spaghetti-western chiamato Chasco – Sulle tracce degli avvoltoi, disegnato da Ronald Guimaraes un bravissimo disegnatore brasiliano, continuare a scrivere la serie Cangaceiros – Uomini di Cuoio, sempre con i disegni del disegnatore Anilton Freires ho già scritto le prime quattro storie, scrivo anche delle storie di horror per Portogallo sulla rivista BDJornal, Francia sulla rivista La Bouche du Monde, e Italia sulla rivista Walhalla e per la rivista Quadrix Comics qui in Brasile e tante altre. Scrivo, anche per il sito portoghese Tex Willer Blog dell’amico José Carlos Francisco detto Zeca, l’Alfabeto del Vecchio West, dove parlo un pò della vita del cowboy americano e lui parla tutto su Tex Willer. Ho scritto, anche, dei pocket books su um personaggio western creato da me: GRINGO in 16 episodi, vedrò se riesco a pubblicarli questo anno, questo lavoro mi piace tantissimo, anche per la tematica, in quanto racconta la Guerra Civile Americana. Tra l’altro ho pubblicato qui in Brasile 2006 l’albo a fumetti: Gringo – O Escolhido (Gringo – L’eletto), il quale parlava superficialmente di questo personaggio.


Di Ivano Garofalo