mercoledì 3 novembre 2021

GRINGO/LIBRI/FUMETTI EM DIME WEB - QUADERNI BONELLIANI - ITALIA!!

 

MERCOLEDÌ 3 NOVEMBRE 2021

UNA BANDA DI COMANCHEROS VIOLENTI! UN MESTIZO SENZA NOME! UNA PREZIOSA E AMBITA BISACCIA! I BUFFALO SOLDIERS! LA STORIA DEL WEST by WILSON VIEIRA – PARTE LXXXIV

di Wilson Vieira

Puntata ancora più ricca del solito, e anche molto particolare questa dedicata ai Comancheros e ai Buffalo Soldiers! Wilson Vieira, nostro grande amico, fumettista e storico brasiliano della Frontiera, ci presenta infatti il suo personaggio GRINGO! Ricordandovi che le immagini non bonelliane sono state scelte e inserite nel testo dallo stesso Wilson non ci resta che augurarvi buona lettura! (s.c. & f.m.)






Dalle ceneri della Guerra Civile Americana, il solitario mestizo GRINGO, figlio di madre nordica e padre latino-americano, porta con sé un passato sanguinario e violento dove ha imparato a uccidere senza pietà, per non morire. 
La morte lo ha rifiutato, ma può ancora prenderlo in qualsiasi momento... per qualche dollaro in più. 
Eppure cerca di andare avanti con la sua vita travagliata...con una coppia di truffatori apparentemente innocui che vendono un elisir miracoloso, uno sceriffo testardo che sta cercando l’autore di diversi omicidi nella sua città, un prigioniero, losco rapinatore di banche, oppure un branco di feroci Comancheros.
I Comancheros erano nativi del New Mexico settentrionale e centrale che commerciavano per vivere con le tribù nomadi delle pianure, spesso in aree designate nel Llano Estacado. 
Tracciarono sentieri seguiti da commercianti e poi da allevatori e coloni. 
Erano così chiamati perché i Comanche, nel cui territorio commerciavano, erano considerati i loro migliori clienti. 
Il termine "comancheros" è stato menzionato per la prima volta nei documenti Spagnoli nel 1813 e fu reso popolare nel 1840 dal commerciante, mercante, esploratore, naturalista e scrittore - che viaggiò nel West americano nei suoi primi giorni - Josiah Gregg di Santa Fe (1806 – 1850) e successivamente usato da ufficiali dell’esercito degli Stati Uniti che avevano familiarità con i resoconti di Gregg. 
Morì stupidamente dopo essere caduto del suo stesso cavallo.



I Comancheros erano un gruppo etnico misto di mercanti del Nuovo Messico che alla fine del XVIII e XIX secolo svilupparono una forma distintiva di commercio con Comanches, Kiowa e altri indiani delle pianure. 
Il commercio comanchero iniziò dopo il 1786, quando i Comanches firmarono un trattato con il Nuovo Messico spagnolo e accettarono di interrompere le incursioni in cambio di scambi e doni. Il trattato aprì le pianure meridionali ai commercianti del New Mexico, desiderosi di riattivare le linee commerciali che erano state interrotte durante le prolungate guerre Ispano-Comanche. 
Il commercio nelle pianure fu ufficialmente sancito nel 1789, quando il governatore Fernando de la Concha (1744 - ?) permise a Spagnoli, pueblo e genizaros di portare le loro merci nelle praterie. 
Commerciavano preferibilmente con i Comanches, un commercio più o meno illegale, acquistando beni rubati (principalmente bestiame e cavalli) in cambio di whisky, armi e munizioni e altri prodotti fabbricati; i Comancheros si presentavano come partner nei trattati tra l’esercito Americano e gli Indiani, per il salvataggio di prigionieri e schiavi bianchi, soprattutto donne e bambini. 
Alcuni dei Comancheros usavano pratiche criminali per aumentare il proprio guadagno; per esempio, fornendo informazioni agli Indiani su come catturare prigionieri e dove rubare bestiame e cavalli, acquistare gli schiavi e restituirli ai proprietari, dietro un grosso riscatto.



Il commercio comanchero degli anni 1850 e 1860 ruotava attorno a siti di appuntamento designati, che presentavano rocce, rifugi in adobe e altre strutture, che stavano a indicare un’occupazione almeno semipermanente. 
Nella loro ricerca di bande di cacciatori nomadi, questi commercianti a volte viaggiavano a nord fino al fiume Platte nell’attuale Nebraska, ma i loro principali clienti erano le numerose bande Comanche del Llano Estacado. 
L’area è stata vagamente definita e spostata nel tempo, ma generalmente viene descritta come delimitata a sud dalla faglia dei Balcones, appena a nord di San Antonio, in Texas, continuando a nord lungo la Cross Timbers per abbracciare un’area settentrionale che comprendeva il fiume Cimarron e il fiume Arkansas superiore ad est delle alte Montagne Rocciose. 
Era delimitata a ovest dalla dorsale del Mescalero e dal fiume Pecos, proseguendo a nord lungo il confine degli insediamenti spagnoli a Santa Fe de Nuevo México. 
Il Llano Estacado era punteggiato da siti come Tecovas Springs, a nord-ovest dell’attuale Amarillo, in Texas; Las Lenguas (o Los Lingos) Creek, l’odierno fiume Pease; e Yellow House Canyon o Cañón del Rescate (Ransom Canyon), vicino all’attuale Lubbock, in Texas. 
Il Llano Estacado oggi è una regione naturale degli Stati Uniti sud-occidentali che si estende a est del Nuovo Messico e a nord-ovest del Texas.

Le grandi storie Bonelli n. 1, settembre 2021. Disegno di Piccinelli


I baratti nei luoghi di appuntamento potevano andare avanti per settimane, durante le quali enormi quantità di bestiame e merci cambiavano di mano. 
Una rete di strade carrabili ben consolidate e sentieri più piccoli collegava i siti di rendez-vous tra loro e con la valle del Rio Grande. Sebbene le pratiche dei Comancheros, ormai quasi interamente associate al furto del bestiame, fossero illegali secondo la legge americana, i tentativi di reprimerle fallirono, principalmente perché molti ufficiali dell’esercito avevano segretamente investito in quei commerci. 
Il commercio comanchero raggiunse il suo apice durante la Guerra Civile. L'attenuazione delle difese di frontiera in Texas permise ai predoni Comanches di rubare le scorte confederate e venderle ai Comancheros, che a loro volta vendevano il bestiame agli agenti dell’Unione. 
Con il dopoguerra le tensioni razziali non diminuirono; quella regione era diventata un vero e proprio “melting pot” senza precedenti, caratterizzato da violenza, brame di conquista e confini sempre mutevoli, Fort Bascom come sfondo culturale, razziale ed etnico, pieno di notevole diversità e brutalità. 
Dopo la guerra, i Comancheros continuarono le loro lucrose operazioni con i Kwahada Comanches, che si rifiutarono di stabilirsi nella riserva che era stata loro assegnata nel 1867. José Piedad Tafoya (1834 – 1913) e altri importanti Comancheros accumularono grandi profitti, parte dei quali furono investiti nell'industria ovina, nell'allevamento e nel trasporto merci.




Secondo la leggenda, era alto sette piedi. 
A volte chiamato il “Principe dei Comancheros”, José Piedad Tafoya nacque a La Cuesta nel New Mexico intorno al 1830. 
Nel 1850 gestiva un allevamento di pecore nella contea di San Miguel, New Mexico. 
La sua prima moglie fu Maria de Jesus Perez. 
Nel 1859 era nelle Grandi Pianure con suo padre, in esplorazione per un gruppo di ricognizione lungo il confine tra Texas e New Mexico. 
Sebbene Tafoya possedesse un grande allevamento ovino a San Miguel, all’inizio del 1860 fu pesantemente coinvolto nel commercio comanchero sul Llano Estacado in Texas. 
Gestiva una stazione di posta vicino a quella che oggi è Quitaque, in Texas. Dal 1865 al 1867 Tafoya abitò una dimora di pietra grezza e adobe sul torrente Las Lenguas (Los Lingos) vicino alla valle di Quitaque in quella che oggi è la contea di Briscoe, in Texas. 
Lì agì come intermediario, commerciando migliaia di capi di bestiame rubati, molti dei quali recavano i marchi di allevatori del Texas come Oliver Loving (1812 – 1867), Charles Goodnight (1836 – 1929) e John W. Sheek.

Storia del West (ed. If) n. 6, settembre 2019. Disegno di D'Antonio

I suoi dipendenti trasportavano merci in roulotte su carro e conducevano il bestiame sulla strada Fort Smith-Santa Fe via Fort Bascom. 
L'ambiente naturale ebbe un ruolo di fondamentale importanza nel plasmare l’esperienza umana a Fort Bascom. 
Il terreno aspro e il clima arido caratteristici del nord-est del New Mexico e del nord-ovest del Texas rendeva la vita al forte particolarmente difficile per quei soldati americani non abituati a quelle regioni. 
Grazie alle loro scorte nascoste tra le catene montuose vicino agli insediamenti del New Mexico settentrionale e orientale, Tafoya ei suoi alleati realizzarono un bel profitto. 
Dopo il 1867 Tafoya cessò le sue operazioni nella valle del Quitaque a causa dei tentativi dei funzionari federali del New Mexico di reprimere il commercio illecito. 
Tuttavia, a quanto pare, continuò a recarsi occasionalmente al Llano Estacado, se le circostanze lo consentivano.



Durante la guerra civile, quando le forze armate statunitensi e i Texas Rangers avevano scarso controllo sulle pianure meridionali, Tafoya gestiva un avamposto commerciale nell’attuale contea di Briscoe, in Texas, dove commerciava bestiame e cavalli rubati nello stato. 
Nel 1870 iniziò ad allevare pecore in Texas. A volte agì come scout per l’esercito degli Stati Uniti, forse controvoglia. 
Secondo alcune fonti, fu determinante nella sconfitta dei Comanche nella battaglia di Palo Duro Canyon che avvenne il 28 settembre 1874. 
Presumibilmente rivelò la posizione dei campi comanche al colonnello Ranald Slidell (1840 - 1889) Mackenzie dopo essere stato costretto a farlo, appeso a una corda o dopo essere stato legato a una ruota di carro. 
Alcuni credono che questa storia sia un mito. Mackenzie poteva contare su un altro esploratore comanchero di nome Johnson per trovare gli accampamenti. 
I Comancheros iniziarono a perdere buoni affari durante le guerre indiane delle pianure del 1870. 
A causa della loro conoscenza delle pianure meridionali e della familiarità con gli indiani delle pianure, i militari arruolarono molti Comancheros come guide, interpreti e “scouts.”



Il colpo finale arrivò nel 1874, quando l’esercito, guidato da Comancheros imprigionati, distrusse le ultime roccaforti dei Kwahada sul Llano Estacado. 
Alla fine delle guerre indiane delle pianure meridionali, Tafoya e altri ex Comancheros, come Casimero Romero (1833 – 1912) e Juan Trujillo, si misero ad allevare pecore nel Texas Panhandle. 
Tutti i personaggi coinvolti in questo complotto, rimasero bloccati in una terra arida e avversa, e tutti lottano disperatamente con le loro strategie, per una bisaccia contenente una manciata di dollari del Mestizo Senza Nome, che avrebbe potuto cambiare le loro miserabili vite alleviando le loro sofferenze. 
In un luogo dove la dignità è un lusso e i personaggi sono semplici stracci umani, segnati dal degrado, dalla miseria e da un periodo di piena decadenza, lo spirito di sopravvivenza rende il mestizo GRINGO un personaggio molto credibile, al galoppo in quei luoghi.


Nella foto qui sopra GRINGO, reclutato in Cavalleria, è il quarto soldato seduto da sinistra.


GRINGO, già ufficiale di Cavalleria, è nella foto qui sopra il secondo seduto da destra.


Quello che non immaginano è che GRINGO, il vero proprietario di quei soldi macchiati di sangue, sudore e lacrime, farà di tutto, pur di non perdere la paga accumulata, come ufficiale di Cavalleria dell’Unione. 
Sparatorie, un’evasione esplosiva e una rissa tra il mestizo e un vero gigante, sono tra gli ingredienti che ho messo insieme per raccontare questa avventura nel miglior stile “Spaghetti Western.” 
Ma non aspettatevi di trovare in GRINGO un normale eroe protagonista di un fumetto western, come la maggior parte di quelli pubblicati finora. 
Il classico e idealizzato eroe dei fumetti del selvaggio West di solito è rispettoso con le donne, cortese con gli umili, abile e pronto a combattere i suoi nemici, rispettando sempre le regole di un gioco leale e, soprattutto, è un vincente.
GRINGO no!
Anzi, tutt’altro! Semplicemente perché non scrivo per creare eroi. 
Qui i personaggi sono sporchi e di dubbia morale, proprio come nei film di Sergio Leone. 
Il nostro mestizo, in quel periodo disastroso e sanguinoso, conobbe il suo peggior grado di degradazione. 
Unisciti a GRINGO nel suo viaggio, mentre è ancora vivo; cavalcando nella polvere, GRINGO appare dal nulla e scompare nel nulla in un periodo duro, in cui l’eroismo, non è mai esistito. 
Attualmente questa ricerca, per rievocare i tempi della storia dei Pionieri e delle origini economiche e sociali degli Stati Uniti d’America, rimane ancora oggetto di innumerevoli e infiniti studi.




Ma la storia della conquista del Vecchio West, si è innegabilmente realizzata soprattutto grazie all'opera preziosa di poveri immigrati, per lo più lavoratori manuali. 
E dopo la guerra lo stato sociale e i titoli nobiliari non avevano più importanza; ognuno andava avanti grazie alle proprie capacità di sopravvivenza, in quel miserabile e realistico caos quotidiano.
“Verrete catturati dall’immaginazione dei magnifici testi di Wilson e dagli struggenti disegni di Aloisio, un grande ammiratore della scuola di fumetto classica europea, e vivrai tutta la densità culturale di quel decadente periodo storico, dopo la guerra civile americana, che segnò a lungo il selvaggio Far West americano; tutti motivi che sono di fondamentale importanza per permettere ai lettori di entrare nell’atmosfera di questo particolare e selvaggio West del fumetto brasiliano, pubblicato per la prima volta nel nostro paese.”


L’albo che avrete tra le mani è il capolavoro di due artisti brasiliani, creato nei primi anni ’80; la prima edizione a fumetti del personaggio risale invece al 2006, in Brasile. 
Il fumetto torna a essere pubblicato in un'edizione da collezione aggiornata dagli autori, con una nuova copertina e nuovi redazionali interni, grazie all’editore che ha capito il grande lavoro di ricerca storica che sta dietro questo prodotto.

IERI... ARRIBA GRINGO... A FUMETTI!
GRINGO – IL PRESCELTO
Graphic Novel: Western
Soggetto/Sceneggiatura: Wilson Vieira
Copertina/Disegni: Aloísio de Castro
Data di pubblicazione: 2021
Paese di origine: Brasile
Formato: 17x26 cm
Numero di pagine: 100
Immagini: bianco-e-nero
Cartoncino (copertina), offset (interno)





Qui e sopra pagine tratte dall'albo




Qui e sopra: studi per la copertina


Copertina non definitiva











FLASH...FLASH...THE GRINGO GRAPHIC NOVEL IS ALREADY BEING SOLD IN EUROPE AND JAPAN IN THE ORIGINAL PORTUGUESE VERSION!!

FLASH...FLASH...LA GRAPHIC NOVEL GRINGO È GIÀ IN VENDITA IN EUROPA E GIAPPONE NELLA VERSIONE ORIGINALE PORTOGHESE!!

NOTÍCIA RÁPIDA...A GRAPHIC NOVEL GRINGO JÁ ESTÁ SENDO VENDIDA NA EUROPA E NO JAPÃO NA VERSÃO ORIGINAL EM PORTUGUÊS!!




OGGI... ARRIBA GRINGO... LA TETRALOGIA LETTERARIA WESTERN!

SOU O PRIMEIRO ESCRITOR BRASILEIRO A ESCREVER UMA TETRALOGIA WESTERN EM MEU PAÍS!!
SONO IL PRIMO SCRITTORE BRASILIANO A SCRIVERE UNA TETRALOGIA WESTERN NEL MIO PAESE!!
I AM THE FIRST BRAZILIAN WRITER TO WRITE A WESTERN TETRALOGY IN MY COUNTRY!!

GRINGO
Scrittore: Wilson Vieira
Paese di origine: Brasile
Formato: 15x23 cm

“Gringo è una lettura densa! L’Old Wild West è molto ben rappresentato in questi libri, in tutti i suoi aspetti.”

FLASH...FLASH...THE GRINGO TETRALOGY IS ALREADY BEING SOLD IN EUROPE AND JAPAN IN THE ORIGINAL PORTUGUESE VERSION!!
FLASH...FLASH...LA TETRALOGIA DEL GRINGO È GIÀ IN VENDITA IN EUROPA E GIAPPONE NELLA VERSIONE ORIGINALE PORTOGHESE!!
NOTÍCIA RÁPIDA...A TETRALOGIA GRINGO JÁ ESTÁ SENDO VENDIDA NA EUROPA E NO JAPÃO NA VERSÃO ORIGINAL EM PORTUGUÊS!!












CREATURA E CREATORE!!










GRINGO - ESCULTURA EXCLUSIVA (PARA O AUTOR) BY STUDIO KAWI.

Dal fumetto è nata come un’intuizione storica nell’autore, un vero e proprio stimolo inspiegabile per iniziare ad approfondire con più precisione per molti anni consecutivi il Far West. 
Così - con una consapevolezza nata dalla sua ricerca e dai suoi studi sul periodo che va dalla Guerra di Secessione al dopoguerra, un periodo oscuro e crudele con i suoi personaggi caratteristici - ha deciso, invece di fare una serie a fumetti, data la quantità di materiale già scritto, di pubblicare dei libri, trasformandolo il tutto in una tetralogia letteraria western, lunga oltre 1000 pagine. 
Si tratta di un Vecchio West totalmente riscritto, basandosi sulle ricerche storiche di quel periodo buio. 
L'autore aveva scoperto che gli sarebbe veramente piaciuto dare vita al personaggio inserendolo in quel momento di storia caotica, di un’epoca lontana immersa in contraddizioni che persistono fino ad oggi. 
Proprio come la Nazione ha lottato per ricostruire e riconciliarsi con il Sud dopo la guerra, le persone hanno subito un periodo straziante di trasformazioni razziali, culturali e politiche spesso sanguinose.



Romanzieri e creatori di miti hanno scritto usando forme narrative che potevano essere episodiche o eccentriche, drammatiche o eroiche, dando vita a quell’immagine superficiale del selvaggio West che affascina ancora oggi generazioni di tutto il mondo. 
Noi storici contestiamo i drammi esagerati e i racconti di eroismo, negando sia l’aspetto barbarico che la missione civilizzatrice dei Pionieri; la critica storica opera una distinzione oggettiva fra leggenda e realtà, nei racconti del Vecchio West americano e dei suoi personaggi; così Wilson Vieira non ci presenta un eroi classico e idealizzato del Western letterario, normalmente rispettoso delle donne, cortese con gli umili e, soprattutto, vincente; perché lui è semplicemente GRINGO. 
L'autore vorrebbe che il personaggio, il mestizo GRINGO, si materializzasse, per conoscere meglio la sua complessa personalità, ricca di acuta intuizione e di un sarcasmo puntuale con le sue incessanti avventure; vorrebbe sapere come ha fatto a sopravvivere in mezzo al caos assoluto di quel paese sanguinante di dolore durante la guerra e dopo, ai tempi della ricostruzione; un personaggio che anni dopo potrebbe sbarcare in Brasile, terra tropicale del suo caffè preferito, in attesa della sua inevitabile vecchiaia.
È in corso di pubblicazione il nuovo volume, al momento solo in portoghese brasiliano, presso la stessa casa editrice; i volumi 1, seconda edizione, e 2 sono già stati pubblicati e contengono quattro capitoli ciascuno. 
L’autore ritiene che i libri di GRINGO siano il suo lavoro perfetto, il migliore lavoro finora realizzato; senza alcun dubbio è quello a cui più si è dedicato, tra disegni e sceneggiature, in quarantotto anni di professione. 
È stato un lavoro duro e lungo di decenni, con l'autore immerso in centinaia e centinaia di dati, appunti, mappe, libri, immagini e fotografie; impegnato nelle diverse fasi della scrittura a mano, alla macchina da scrivere e infine al computer; però il risultato finale lui crede di averlo raggiunto; una storia in cui si doveva raccontare la vita di un semplice contadino mestizo, durante e dopo la guerra civile, con tutto ciò che comportava in quel periodo buio e ancora oggi poco conosciuto; rendendo tutto il più reale possibile, senza alcun eroe, basato su fatti reali, per far conoscere quegli anni ai suoi innumerevoli lettori esigenti e e desiderosi di novità.
È il GRINGO letterario il risultato di questo mix esplosivo, crudo e visionario a tema western - tra Sergio Leone, Cormac McCarty e Wilson Vieira. 
Perché non sempre il cervello umano elabora una verità, permettendogli così di raccontare liberamente una grande storia tra realtà e finzione.



Durante la Guerra Civile i neri fuggiti dagli Stati del Sud e assunti dall’esercito nordista come conducenti di carri, furono chiamati inizialmente “merce di contrabbando di guerra", con un'espressione usata dal generale unionista Benjamin Franklin Butler (1818 – 1893), comandante di Fort Monroe, in Virginia. 
L’Unione accolse dunque questa cosiddetto “merce di contrabbando” e la impiegò in lavori di carattere militare. 
I neri divennero guide, esploratori, operai, cuochi e infermieri. Prima del "Proclama di Emancipazione" di Lincoln, essi non combatterono ufficialmente durante la guerra.

Ecco cosa dicono i numeri:

186.000 neri andarono a combattere.
54.000 venivano dagli Stati dell’Unione.
92.000 venivano dagli Stati della Confederazione.
40.000 venivano dagli Stati di confine.
38.000 neri su entrambi i fronti caddero combattendo.



Anche se avevano combattuto ed erano morti con i loro compagni d’armi dell’esercito dell’Unione, i soldati delle truppe di colore scoprirono che l’uguaglianza da loro duramente conquistata sul campo di battaglia non sempre si faceva strada nelle vie più tranquille della società del dopoguerra. 
Nell'anno in cui terminò il conflitto, anche il Congresso prese in considerazione una doppia domanda: come possiamo rivedere e ricostruire l’esercito ora che la guerra più sanguinosa della storia americana è finita? 
Si scoprì che la risposta a entrambe le domande era per lo più la stessa. 
La carneficina della guerra civile aveva gravemente ridotto il numero delle truppe militari. 
L’esercito aveva bisogno di più uomini e aveva bisogno di un nuovo modo di organizzarli. 
Il 28 luglio 1866, l’Atto di riorganizzazione dell’esercito autorizzò la formazione di 30 nuove unità, tra cui due reggimenti di Cavalleria e quattro reggimenti di Fanteria “che saranno composti da uomini di colore.” 
Circa la metà delle truppe di colore della Guerra Civile colse l’occasione e firmò. 
Per la prima volta nella storia, gli afroamericani erano ora considerati soldati “normali.” 
Potevano servire il loro paese e promuovere la loro ricerca di uguaglianza nell’istituzione che aveva dato loro la migliore opportunità per fare entrambe le cose: l’esercito degli Stati Uniti.


Nascevano così i “Buffalo Soldiers”, soprannome appunto dato ai membri dei reggimenti di Cavalleria afroamericani dell’esercito degli Stati Uniti che avevano prestato servizio negli Stati Uniti occidentali dal 1867 al 1896, combattendo principalmente gli Indiani alla frontiera. 
Sotto la nuova struttura dell’esercito, i soldati afroamericani furono organizzati in sei reggimenti separati, che furono successivamente riuniti in quattro: il 9° e il 10° Cavalleria e il 24° e il 25° Fanteria. 
Alla fine i loro ranghi includeranno il primo nero diplomato a West Point, 23 vincitori di Medal of Honor e una donna travestita da uomo. 
Questi soldati combatterono in oltre 100 importanti scontri militari mentre l’America si spingeva sempre più verso ovest, guadagnandosi il soprannome che simboleggiava il loro coraggio e ferocia in combattimento: "Buffalo Soldiers." 
Gli uomini di questi reggimenti ricevettero il soprannome di “Soldato Bufalo” dagli indiani delle pianure. 
Questi soldati neri, inizialmente erano chiamati così perché avevano i capelli crespi come il pelo dei bufali. 
Ci sono molte teorie sul suo significato, ma generalmente si ritiene che sia stato un segno di rispetto, poiché i nativi americani veneravano il bufalo e i "Soldati Bufalo" si erano dimostrati degni avversari. 
Un’altra ipotesi è che i soldati neri combattessero così valorosamente e ferocemente che gli indiani li veneravano come facevano proprio come gli animali delle pianure. 
Sebbene la paga fosse bassa, solo 13 dollari al mese, molti afroamericani si arruolarono perché potevano guadagnare di più ed essere trattati con più dignità di quanto spesso accadeva loro nella vita civile.

Tex n. 570, aprile 2008. Disegno di Villa




Henry Ossian Flipper (1856 – 1940) nacque schiavo in Georgia il 21 marzo 1856. 
Fu descritto come “un ragazzo robusto e ben piazzato, un mulatto”, che era “brillante, intelligente e studioso.” 
Fu il primo afroamericano a diplomarsi ufficiale nelle forze armate statunitensi, e divenne il primo ufficiale afroamericano a comandare soldati afroamericani quando assunse il comando della truppa A, 10th Calvary Regiment, noto anche come "Buffalo Soldiers", a Fort Sill, Oklahoma. 
Una legge del 1866 aveva autorizzato l’esercito degli Stati Uniti a formare reggimenti di Cavalleria e Fanteria di neri; le unità risultanti furono la 9a e la 10a Cavalleria e la 38a alla 41a Fanteria (queste quattro furono poi incorporate nella 24a e alla 25a Fanteria, che spesso combatterono a fianco dei reggimenti di Cavalleria). 
La legge richiedeva che i loro ufficiali fossero bianchi. I reggimenti di Buffalo Soldiers erano di stanza nei forti del Texas che si estendevano dal Panhandle alla Valley.


Il maggiore generale William T. Sherman (1820 – 1891), comandante della 24a unità di Fanteria, riferì al Congresso nel 1874 che era probabilmente una buona idea mantenere le truppe di "Buffalo Soldiers" in Texas perché “quella razza può sopportare meglio il clima estremo meridionale rispetto alle nostre truppe bianche.”



Nello stesso anno, il 9° e il 10° Cavalleria furono di stanza a Fort Griffin e parteciparono all’ormai leggendaria Guerra del Fiume Rosso contro gli indiani delle pianure meridionali (Comanche, Kiowa, Cheyenne del Sud, Arapaho del Sud). 
Durante la guerra del Red River del 1874, ci sarebbero stati fino a 20 scontri tra l’esercito americano e gli indiani delle pianure meridionali nella regione del Texas Panhandle. 
L’esercito, ben equipaggiato, costrinse gli Indiani a una fuga continua, finché alla fine non poterono più correre o combattere. 
La guerra del Red River terminò ufficialmente nel giugno 1875 quando Quanah Parker (1845 – 1911) e la sua banda di Quahadi Comanche entrarono a Fort Sill e si arresero. 
Quanah Parker era un leader di guerra mestizo della tribù Kwahadi della Nazione Comanche. Probabilmente era nato nella tribù Nokoni di Tabby-Nocca e crebbe tra i Kwahadi, figlio del capo Kwahadi Comanche Peta Nocona (1820 – 1864) e Cynthia Ann Parker (1827 – 1871), una donna anglo-americana che era stata rapita da bambina e assimilata dalla tribù Nokoni. 
Gli indiani furono sconfitti e non avrebbero mai più vagato liberamente per le pianure dei bufali.



Nel 1880, inseguirono il capo Apache Victorio (1825 – 1880), uno dei più grandi strateghi militari apache di tutti i tempi, da Fort Davis attraverso la maggior parte del Texas occidentale prima di costringerlo a ritirare in Messico. 
Oltre a proteggere gli insediamenti di frontiera, i reggimenti di Buffalo Soldiers esplorarono e mapparono le vaste pianure del Texas, costruirono o ripararono dozzine di forti, tesero migliaia di miglia di linee telegrafiche e scortarono innumerevoli carovane, diligenze, convogli ferroviari e mandrie di bestiame attraverso il sud-ovest.


Il 10th Cavalry, originariamente con sede a Fort Leavenworth, Kansas, era comandato dal colonnello Benjamin Henry Grierson (1826 – 1911); i suoi uomini erano dotati di cavalli vecchi, attrezzature deteriorate e scorte inadeguate di munizioni. 
Grierson era un professore di musica e, all’epoca, un ufficiale di carriera nell’esercito degli Stati Uniti. 
Fu generale di Cavalleria volontario nell’esercito dell’Unione durante la guerra civile e in seguito guidò le truppe nel selvaggio West americano. 
I compiti dei soldati neri includevano la scorta di diligenze, treni e gruppi di lavoratori e la sorveglianza contro i ladri di bestiame e i commercianti illegali che vendevano armi e liquori agli indiani, i cosiddetti Comancheros, ma la loro missione principale era controllare gli Indiani delle pianure e del sud-ovest. 
Dopo la guerra indiana di Red River (1874-1875) il 10° Cavalleria fu trasferito in Texas, dove da tempo aveva sede il 9° Cavalleria, comandato dal colonnello Edward Hatch (1832 – 1889).


Uno dei leader dei leggendari Buffalo Soldiers, Charles Young (1864 – 1922), prestò servizio nell’esercito degli Stati Uniti del XIX e all’inizio del XX secolo. 
Young era uno dei pochi ufficiali militari neri. Oltre ai loro doveri militari, i Buffalo Soldiers furono anche i primi a occuparsi dei parchi nazionali. 
Tafoya il Comanchero partecipò anche alla sfortunata "tragedia dei Buffalo Soldiers del 1877".



Paul H. Carlson è professore emerito di storia, Texas Tech University, e direttore in pensione del Texas Tech University Center per il sud-ovest. Risiede nella contea di Ransom, in Texas. 
Ha esaminato i documenti della corte marziale con le testimonianze degli uomini arruolati, i ricordi di un ragazzo bianco che cavalcava con gli indiani e altre fonti nascoste da anni per scrivere il più veritiero saggio mai pubblicato sulla "tragedia". 
Il suo avvincente resoconto fornisce non solo una versione più completa di ciò che accadde in quelle tenebrose ottantasei ore, ma offre anche una visione a tutto tondo delle interazioni fra soldati, cacciatori, coloni e indiani nelle Staked Plains (o Llano Estacado) nei giorni precedenti all’insediamento finale dei Comanche nella loro riserva nel Territorio Indiano.
Un gruppo di ventidue cacciatori di bufali accompagnava i soldati come guide e alleati. 
Diversi giorni dopo tre soldati neri entrarono a Fort Concho nella moderna San Angelo e riferirono che gli uomini e gli ufficiali della truppa A erano scomparsi e si presumeva fossero morti di sete. Nel mezzo dell’arida estate del 1877, un anno di siccità nel Texas occidentale, una truppa di una quarantina di Buffalo Soldiers entrò nel Llano Estacado da Double Lakes, a sud della moderna Lubbock, inseguendo un banda di Kwahada Comanche che aveva razziato fattorie e rapinato cacciatori. 
Lo “Staked Plains Horror”, come lo chiamava il Galveston Daily News, catturò rapidamente l’attenzione nazionale. 
Sebbene la maggior parte dei soldati fosse tornata al campo, quattro erano morti e altri alla fine avevano affrontato la corte marziale per diserzione.


I cacciatori di bufali erano partiti da soli per trovare l’acqua, e i soldati sopravvissuti avevano vissuto bevendo il sangue dei loro cavalli morti e la loro stessa urina. 
Una normale ricognizione dell’esercito si era trasformata in un disastro della peggior specie. 
Sebbene la spedizione fallita sia stata ampiamente segnalata all’epoca sulla stampa, da allora i rari resoconti si basavano esclusivamente sulle testimonianze resoconti degli ufficiali bianchi. 
Nel 1879, Tafoya accompagnò il tenente John Laphan Bullis (1841 – 1911) in una spedizione nel sud del New Mexico alla ricerca di una banda di predoni Lipan e Mescalero Apache. Nel 1880 aveva lasciato il Texas ed era tornato ad allevare pecore nel New Mexico. 
All’inizio degli anni 1880, tuttavia, la maggior parte era stata cacciata dai grossi allevatori di bestiame e Tafoya si trasferì con sua moglie e i suoi quattro figli nel suo ranch nel New Mexico. 
Tra il 1891 e il 1913, l’esercito degli Stati Uniti servì come amministratore ufficiale dei parchi nazionali di Yosemite e Sequoia. 
I soldati erano di stanza al Presidio di San Francisco durante i mesi invernali e poi prestavano servizio nella Sierra durante i mesi estivi.

Tex n. 569, marzo 2008. Disegno di Villa

Nei parchi i compiti dei soldati includevano la lotta agli incendi boschivi, il contenimento del bracconaggio della fauna selvatica, la lotta al pascolo illegale del bestiame nei terreni federali e la costruzione di strade, sentieri e altre infrastrutture. 
Nel 1903, il capitano Charles Young guidò una compagnia di Buffalo Soldiers nei parchi nazionali di Sequoia e General Grant (ora Sequoia e King’s Canyon). 
Young e le sue truppe riuscirono a completare più miglioramenti infrastrutturali rispetto a quelli dei tre anni precedenti. 
Nel 1893 la Corte Federale dei Reclami degli Stati Uniti citò in giudizio Tafoya e diversi ex Comancheros come testimoni, riguardo ad alcuni casi di rapine commesse da indiani. 
Sulla base della testimonianza di Tafoya, Charles Goodnight (1836 – 1929) e altri allevatori del Texas avevano ricevuto 14.176 dollari. 
Tafoya probabilmente trascorse i suoi ultimi anni nel ranch di famiglia e morì nell’anonimato dopo il 1893. 
Quel processo a quanto pare fu la sua ultima apparizione pubblica, dal momento che non sono stati rinvenuti ulteriori documenti riguardo alle successive attività e la morte di Tafoya. 
Ma la nicchia etnica, politica ed economica che aveva permesso ai Comancheros di prosperare stava rapidamente svanendo. 
Le mandrie di bisonti erano quasi scomparse, i Kwahada erano stati costretti a entrare nella riserva e l’esercito degli Stati Uniti aveva intensificato i suoi sforzi per porre fine al commercio illecito...


giovedì 9 settembre 2021

GUIDA BONELLI - TUTTE LE EDIZIONI STRANIERE - ANTONIO MONDILLO - ITALIA OTTOBRE 2009 - WILSON VIEIRA

 

BLOGUE DO TEX (E EDIÇÕES BONELLI PUBLICADAS EM PORTUGAL) CITADO NO “GUIDA BONELLI – TUTTE LE EDIZIONI STRANIERE” (ITÁLIA – OUTUBRO 2009)





O blogue português do Tex foi citado uma vez mais em uma edição italiana, desta vez no livro que tem como título ”GUIDA BONELLI – TUTTE LE EDIZIONI STRANIERE” (Guia Bonelli – Todas as edições estrangeiras), obra da autoria de Antonio Mondillo, publicado em Outubro de 2009 por Alessandro Tesauro Editore.

Trata-se de uma verdadeira e própria “enciclopédia” de cerca de 270 páginas, onde se pode encontrar nos vários capítulos dedicados aos heróis bonellianos, a história das diversas editoras e das várias colecções Bonelli nas respectivas nações onde foram publicadas, inclusive em Portugal, assim como a cronologia dos títulos na língua original e respectiva tradução para italiano e ainda milhares de capas a preto e branco na sua maioria, mas também a cores, com particular relevo para aquelas inéditas realizadas para o mercado externo.


O motivo de tal citação,  como se pode ver acima, prende-se com o destaque dado à edição lusitana do Ranger, cuja transcrição para a nossa língua apresentamos de seguida:

Em Portugal são publicados desde há anos as séries brasileiras. Em Agosto de 2005 foi publicado um especial a cores “Tex Contra Mefisto” integrado na Colecção BD Série Ouro. A História e o formato foram reproduzidos do número 2 da  Série Ouro italiana publicado pelo “La Repubblica” dedicada às reedições a cores de importantes histórias de grandes personagens da banda desenhada. Em Portugal é publicada também uma bela revista de banda desenhada, o BDJornal e são organizadas diversas exposições dedicadas a Tex, com grande interesse do público. De assinalar, além disso, na Internet também o valioso “Blogue do Tex” rico em notícias, ao cuidado do simpático José Carlos Pereira Francisco.

Inútil dizer que o espaço maior, cerca de 100 páginas,  é dedicado ao nosso Ranger, com imensas capas jamais vistas e vários desenhos inéditos da autoria de diversos autores estrangeiros, como por exemplo alguns desenhos publicados ORIGINALMENTE aqui no blogue português do Tex – da autoria de Adauto Silva, Alfonso Font, Antonio Moreira, Fred Macêdo e Jean Okada – facto que muito nos orgulha e que mostra bem o alcance, a popularidade e a importância do blogue português do Tex hoje em dia.

Ainda no campo português, este Guia Bonelli, dedica várias páginas às edições de Zagor (16) e Mister No (12) publicadas  em 1978 e 1979 pela Portugal Press sem autorização da Casa Bonelli, mostrando inclusive 16 capas das edições portuguesas, na sua maioria da autoria do desenhador português Carlos Alberto Santos, assim como dedica um espaço aos 2 álbuns de Ken Parker publicados pela Editora Asa em 2003 e 2004.

O livro que tem um preço de 22,00 € concluí-se com a biografia dos autores estrangeiros que colaboraram com a Sergio Bonelli Editore (e também com este Guia) que tenham interpretado Tex ou outras personagens Bonelli no estrangeiro com destaque para os artistas brasileiros Adauto Silva, Antonio Carlos Moreira, Fred Macêdo, Jean Okada, Jô Oliveira, Mateus Silva da Silva, R. Sbrissa, Watson Portela e Wilson Vieira.

Informa-se também, que está ainda disponível, o primeiro livro da autoria de Antonio Mondillo, publicado em 2008, intitulado “TEX TRA MITO E STORIA“ (Tex entre o mito e a história), 192 páginas no formato 17 X 24, onde vem traçada uma biografia de Tex com datas e personagens históricas e um meticuloso texto sobre como reconhecer todas as edições originais e não censuradas da série regular italiana e ainda um guia sobre as edições estrangeiras e vários desenhos inéditos, em particular um desenho a cores de Aurelio Galleppini, onde Tex beija uma dama desconhecida e tem também um custo de 22,00 €.


Wilson Vieira è un autore brasiliano noto per la sua lunga carriera come fumettista e illustratore, che ha lavorato anche in Italia negli anni '70, disegnando per editori come la Bonelli e realizzando storie per personaggi come Diabolik, Tarzan e l'Uomo Ragno. Dopo essere tornato in Brasile nel 1980, ha continuato a insegnare, tradurre fumetti e creare le sue opere, come la saga brasiliana "Cangaceiros - Homens de Couro".
Carriera e Opere
Lavori in Italia:
Vieira ha lavorato in Italia dal 1973 al 1980, collaborando con lo Studio Staff di IF, disegnando per publisher italiani e stranieri.
Fumetti e Personaggi:
Ha contribuito alla realizzazione di storie per personaggi molto noti come Piccolo Ranger, Diabolik, Tarzan, L'Uomo Ragno, Hondo, Davy Crockett ed El Tigre.
Periodici:
Ha anche collaborato con riviste come Il Monello e Intrepido.
Ritorno in Brasile:
Una volta tornato in Brasile, ha iniziato ad insegnare storia dell'arte e fumetti.
Opere Personali:
Nel 2000, ha creato la saga brasiliana Cangaceiros - Homens de Couro (disegnata da Eugenio Colonnese) e la miniserie western Gringo.
Traduzioni:
Ha tradotto anche molti episodi del fumetto italiano Ken Parker per il mercato brasiliano.

domenica 22 agosto 2021

CHAPÉU DO PRESTO: FUMETTI E LIBRI - WILSON VIEIRA


Wilson Vieira è un autore brasiliano noto per la sua lunga carriera come fumettista e illustratore, che ha lavorato anche in Italia negli anni '70, disegnando per editori come la Bonelli e realizzando storie per personaggi come Diabolik, Tarzan e l'Uomo Ragno. Dopo essere tornato in Brasile nel 1980, ha continuato a insegnare, tradurre fumetti e creare le sue opere, come la saga brasiliana "Cangaceiros - Homens de Couro".
Carriera e Opere
Lavori in Italia:
Vieira ha lavorato in Italia dal 1973 al 1980, collaborando con lo Studio Staff di IF, disegnando per publisher italiani e stranieri.
Fumetti e Personaggi:
Ha contribuito alla realizzazione di storie per personaggi molto noti come Piccolo Ranger, Diabolik, Tarzan, L'Uomo Ragno, Hondo, Davy Crockett ed El Tigre.
Periodici:
Ha anche collaborato con riviste come Il Monello e Intrepido.
Ritorno in Brasile:
Una volta tornato in Brasile, ha iniziato ad insegnare storia dell'arte e fumetti.
Opere Personali:
Nel 2000, ha creato la saga brasiliana Cangaceiros - Homens de Couro (disegnata da Eugenio Colonnese) e la miniserie western Gringo.
Traduzioni:
Ha tradotto anche molti episodi del fumetto italiano Ken Parker per il mercato brasiliano.

 

venerdì 14 maggio 2021

MATHEUS MOURA INTERVISTA WILSON VIEIRA

 


Entrevista: Wilson Vieira 

Por Matheus Moura
23/11/2010

“Pensemos inicialmente em nosso próprio País, depois lá fora, as publicações de alto nível, acontecem naturalmente, garanto.”

Wilson Vieira é um profissional das HQs que fez o percurso inverso ao qual muitos autores brasileiros sonham fazer. Deixou o mercado Europeu e passou a se dedicar a produzir no país – sem excluir, claro, as oportunidades de publicar no exterior.

Tudo começou na década de 1970 quando Wilson saiu do Brasil e foi para a Itália. Lá deu início a carreira de desenhista (ilustrando personagens como Homem-Aranha, Tarzan, Diabolik) e depois de muito labutar e aprender, voltou ao País natal. Aqui deu continuidade ao iniciado na Europa, mas com uma diferença: ao invés de trabalhar exclusivamente com desenhos, passou a se dedicar aos roteiros. Hoje é um dos grande roteiristas nacionais, publicando tanto no Brasil quanto na Europa. Talvez seu trabalho mais conhecido, e de maior fôlego, seja Cangaceiros Homens de Couro, em parceria com Colonnese e publicado em 2004 pela CLUQ – Clube dos Quadrinhos. A segunda parte do álbum está no prelo e em breve deve aparecer por aí.

Essa e outras novidades você confere na entrevista abaixo, em que Wilson fala ainda da carreira, mercado nacional e estrangeiro, como é viver de quadrinhos e muito mais.

01 - Quem é Wilson Vieira?
 
É mais um autor profissional brasileiro dos Quadrinhos, que trilha a Nona Arte já há mais de 35 anos, iniciando como simples estudante, passando a exercer a função de aprendiz de desenhista e se profissionalizando como desenhista (na Europa - Itália) e tornando-se um roteirista (no Brasil) com o transcorrer do tempo, que sempre estuda, pesquisa e aprende diariamente, com seus atuais colaboradores (desenhistas nacionais e internacionais), trocando ideias na realização de seus inúmeros trabalhos, mantendo a qualidade do produto sempre em alto nível, possibilitando assim sua publicação tanto aqui em nosso País, quanto lá fora na Europa e principalmente divulgando também assim, a nossa HQB e seus Artistas.

02 – Do Brasil para a Itália e a volta para cá, como foi? O que levou-o a retornar?

Bem, fui para a Itália estudar, a princípio, Arqueologia, porém por questões burocráticas e de praticidade, acabei mesmo estudando Belas-Artes e durante o período que lá estive de 1973 até 1980, ingressei no então famoso Studio Staff di IF, localizado em Gênova, cujo responsável era o estudioso de Fumetti, chamado Gianni Bono, onde dei início a minha aventura pessoal como desenhista de (Fumetti) Quadrinhos. A princípio totalmente inexperiente, tendo os  primeiros contatos com o lápis, o nanquim, as cores, os roteiros e fui gradualmente com muito esforço e perseverança e com a insistência positiva de Gianni, o qual já acreditava e vislumbrava o meu potencial Artístico, melhorando o meu traço, dia após dia e aos poucos entendi, do que realmente eu gostava: QUADRINHOS e tudo o que o circunda. A volta, foi realmente minha escolha e opção pessoal, pois como desenhista já tinha alcançado o meu objetivo maior que era trabalhar para a Bonelli Editore e para ela, desenhei alguns episódios do personagem western mítico, chamado IL PICCOLO RANGER, além de ilustrar também outros personagens tais como Homem-Aranha, Tarzan, Diabolik (outro ícone dos Quadrinhos Italianos) e dezenas de outros personagens e dos mais variados temas, como guerra, aventura, terror, suspense, western, super-heróis, etc. Outro peso da balança, foi por ser filho único e já tinha me afastado da família por muitos anos. Além do mais, morria de saudades do meu próprio País e das pequenas coisas, tais como o arroz com feijão. Não esqueçamos que estamos falando dos anos 70 e naquela época tudo era diferente e muito mais difícil.

03 – Você mencionou alguns personagens com os quais trabalhou na Itália. Atualmente trabalha com algum desses personagens clássicos? Se não, qual deles lhe dá certa saudade e por quê?

É, são realmente clássicos, e altamente vendáveis na expressão ampla da palavra, todos eles. Não, caro Matheus, não trabalho atualmente com nenhum deles; aliás somente para o Homem Aranha desenvolvi um roteiro e, logicamente, está na famosa e popular "gaveta", de nós Artistas, um dia quem sabe encontrarei algum desenhista, para ilustrá-la e publicá-la. Sinceramente, saudades não sinto de nenhum desses personagens, (a não ser Il Piccolo Ranger, pois até hoje sou um fanático pelo tema WESTERN - tanto que escrevo O ALFABETO DO VELHO OESTE, para o Tex Willer Blog lá de Portugal, para o amigo José Carlos Francisco. Onde esmiúço o tema profundamente, palavra por palavra, de A a Z), porém digo que tive imenso prazer em desenhá-los a sua época, pois cada um deles era sobre um tema, com suas ambientações e linguagens específicas e incluo que a diversificação faz um bem imenso para quem é desenhista e para o roteirista também, pelo menos vejo desse modo. Você deve gostar naturalmente, do que desenha ou escreve, senão é melhor procurar outra coisa para fazer. Claro que para as grandes editoras você é "obrigado por força da profissão" a desenhar tudo o que é solicitado, mas se não o fizer com grande prazer, esqueça, o seu produto final não será de qualidade, aqui ou em qualquer parte do mundo. Aliás, a Nona Arte é muito exigente e não perdoa esses deslizes elementares por parte dos Artistas Profissionais. Por isso a época longa de aprendizagem, de quem gosta de desenhar ou escrever a que chamamos de "amadorismo", é muito importante, ali você pode errar, não gostar, enrolar, desistir, dentro desse período tudo é permitido; e é aí, que justamente os Artistas Profissionais emergem.

04 – E quanto a sua ascensão na Itália, comentou que logo já estava a trabalhar no Studio Staff di IF. Lá teve a oportunidade de “errar, não gostar, enrolar, desistir”, como disse? Conte um pouco da experiência dentro do estúdio e, se possível, trace um paralelo entre os editores italianos e brasileiros...

Exatamente, meu amigo. Tive o tempo para fazer tudo isso, menos o "desistir", isso nunca e para isso, tive a sorte de ter sempre alguém ao meu lado, enquanto aprendia e que me orientava o correto ou incentivava, o próprio Gianni ou os desenhistas e roteiristas que trabalhavam lá a mais tempo que eu e que até hoje publicam por lá. Para você ter uma ideia, passei vários meses desenhando, rochas, árvores, casas e outros tantos desenhando os personagens secundários. Somente quando desenvolvi a habilidade espontânea em desenhar "quase tudo", sem nenhuma orientação, finalmente comecei a desenhar os personagens centrais e HQs completas. Quanto ao traçar um paralelo entre os editores daqui e de lá, bem essa é uma definição muito simples em explicar, os editores de lá mandavam seus roteiros e eu  tinha que seguir a linha geral dos personagens já existentes, ao desenhar. Ou senão fazíamos testes e mais testes, para lançar algum personagem novo, sob orientações precisas dos próprios editores italianos. Aqui tenho a sorte de escrever HQs, que geralmente são sempre aprovadas, aliás até hoje por aqui e lá fora, nunca tive um roteiro meu rejeitado, ou pedidos para refazê-lo ou ajustá-lo, são aceitos como eu os ofereço. Isso deve-se muito a experiência que obtive durante os anos que desenhei, ou seja eu visualizo a HQ pronta antes, do roteiro ser escrito, prática essa que só é adquirida com a experiência, acredite. E todos os meus roteiros eu os escrevo em Português e Italiano, abrindo assim maiores oportunidades de publicação. É um trabalho exaustivo sim, porém o faço com muito prazer, tentando sempre dar de mim o melhor e amigo sou um virginiano, portanto sou um detalhista por natureza (risos).

05 – E por que deixar os desenhos em segundo plano e se dedicar aos roteiros? Ainda desenha?

Bem, caro Matheus, foi uma transição, bem normal para mim. Sem nenhum trauma (risos), quando voltei ao Brasil, lecionei por um bom tempo Desenho Artístico, Quadrinhos, Desenho Básico para Publicidade e naquela época, não é como a de hoje, onde existem muitas Editoras, foi quando me interessei por um programa (série), que começou a passar na Rede Globo, a história de Lampião e Maria Bonita, ali  nasceu o meu envolvimento e total dedicação aos roteiros, que sigo até hoje, comecei a pesquisar, gostei muito, aliás o que mais gosto antes de iniciar qualquer roteiro é ler muito sobre o que ele solicita. Mas voltando ao assunto, foi quando acabei publicando como roteirista, o meu primeiro álbum aqui no Brasil: Cangaceiros - Homens de Couro #1, através da editora CLUQ (Clube dos Quadrinhos) daí veio um álbum Western: Gringo o Escolhido, através da Editora Nomad e aí meu amigo, não parei nunca mais. Escrevo diariamente, sábados, domingos e feriados, tornou-se uma rotina em minha vida. Na realidade eu sou um desenhista, todos os dias também enquanto desenho, existe uma conexão muito forte entre esses dois setores, (pelo menos comigo é assim), desenho sim, muito raramente, geralmente para amigos, como foi o caso do site Italiano Dylandogofili, do meu amigo Cristian Fasano, quando me solicitou uma ilustração do personagem Dylan Dog eu a fiz e depois acabou se tornando um pôster, para o aniversário personagem. Ele também me convidou agora recentemente, para escrever o roteiro para o sue fanzine Dylandogofili #0. Fiz também uma ilustração para o site Italiano Diabolik Club, onde desenhei o personagem Diabolik para um fanzine do próprio site. E recentemente está on-line uma HQ minha (texto e desenhos - feita em 1985) no site Progetto Fumetto do também amigo Giorgio Zanetti. Mas o que me realiza atualmente são os roteiros, portanto é o que me dedico mais.

06 – Interessante. Falando do Homens de Couro. Como foi a construção da história. Ela conta a história de infância e desenvolvimento de Virgulino Ferreira, o Lampião. Essa história é totalmente ficcional? Se não, o que há de real nela?

Esse é realmente o objetivo da série, caro Matheus. Narrar os fatos da vida de Lampião o mais real possível, sempre. Não, não é ficcional, tudo o que escrevo sobre esse grande personagem Brasileiro, está baseado em inúmeros livros que adquiri, depoimentos gravados, com o passar dos anos e em profundas pesquisas. Evidentemente você obrigatoriamente, deve inserir, "algo Quadrinhístico" que deixe o leitor de Quadrinhos mais interessado, por tais relatos e queira ver o que acontecerá no próximo número e assim por diante. Mas diria que 90% dos roteiros, são baseados na vida real de Virgulino, Cangaço e Cangaceiros. E como comprovar ou não, o que foi real na vida de um ícone, uma lenda? São mil versões diferentes de vencidos e de vencedores, eu sempre gostei da versão dos vencidos,  pois ela atesta categoricamente, a sua condição mais humana. Nos alerta que devemos sempre lutar, com todas nossas forças, por nossos objetivos; pois o perder ou vencer, é uma simples peça do inexplicável, Jogo da Vida dos Homens. 

07 – Já tem a história da segunda parte pronta? Se sim, quem agora desenhará?

O Cangaceiros - Homens de Couro? Sim e não só o segundo número, que será desenhada pelo grande desenhista nacional Anilton Freires e publicada pela Editora Quadrix Comics Group, de Alex Magnos, em 2011. O terceiro e o quarto também estão já escritos, serão devidamente desenhados e publicados também. Esta é uma série que me dá um imenso prazer em escrevê-la, pois é carregada de uma brasilidade imensa e não só isso, é que a própria história do Cangaço e dos Cangaceiros é simplesmente fenomenal, envolvente, protagonizada por personagens extremamente fortes, numa região onde os fracos não sobreviviam. E isso me fascina e me induz, a pesquisar e escrever cada vez mais, sobre esse tema.

08 – Fale um pouco para nós da parceria com o grande Colonnese...

Bem, como você mesmo disse o "grande Colonnese" eu o conheci, através do amigo Wagner Augusto, jornalista e editor do CLUQ, editora essa a qual publicou o Cangaceiros #1. Em 1992 o Colonnese, foi por mim contratado para desenhar esse álbum inicial. Alguns meses depois o álbum estava totalmente desenhado. E o curioso sobre essa série é que desde a sua ideia original, ela permaneceu inédita por 22 anos, e após executada, mais longos 12 anos, até finalmente a sua devida e merecida publicação em 2004. Paciência é o meu sobrenome, caro Matheus (risos). Lembra-se, de quando eu disse que nunca desisti do que fazia por prazer? Essa série, é a testemunha viva do dito (risos).

09 – Aproveitando o gancho da resposta 05, você escreve diariamente, mas seria HQs, ou escreve textos para outras mídias? Atualmente, vamos dizer, “vive de que”, quadrinhos?

Viver de Quadrinhos, eu? Não, bem como a maioria esmagadora, dos Aristas o qual conhecemos, com certeza. Porém em minha agenda diária sempre reservo algumas horas livres, para dedicar-me exclusivamente aos roteiros de Quadrinhos, além dos sábados, domingos e feriados. Um roteirista, como você  bem sabe, "encontra" ou "descobre" em muitas fontes atuais, temas ótimos para desenvolver um argumento e daí um roteiro, isso acontece comigo sempre. Não sei um nome, uma frese, coisas assim e daí surgem as ideias, as coloco num caderno, faço um esboço das quadrinizações e começo a escrever (que para mim, é uma canseira "braba" daquelas), só me acalmo e descanso depois do roteiro pronto. Será desenhado também pelo grande desenhista nacional Fred Macêdo, um roteiro meu Western com 136 páginas, que penso também publicá-lo em 2011. E muitas outras novidades virão, com certeza. Tanto daqui, como lá de fora.

10 – E sua parceria com o Fred Macêdo, como teve início? O que já fizeram juntos?

É bem curiosa a nossa história. Tempos atrás tinha escrito um roteiro Western e necessitava de um bom desenhista, que gostasse do tema, para ilustrá-lo e publicá-lo. Procurei na Web, aqui e acolá e deparei-me com esse fabuloso Artista que é o amigo Fred. Expliquei o meu roteiro, as chances que tínhamos em publicar, tanto aqui no Brasil, como lá fora na Europa, pesquisamos juntos (sempre trocamos centenas de e-mails, sobre nossas HQs, eu mando para eles algumas imagens interessantes, ele me manda os esboços, as pranchas a lápis) e daí como ele queria publicar algo também sobre o tema, nasceu nossa amizade tanto pessoal quanto profissional, através da nossa primeira HQ em parceria. Inclusive ele  já esteve aqui em São Paulo em minha casa e passamos um dia muito legal, juntos, falando de e sobre HQs. Bem já fizemos em parceria as HQs: Kwi-Uktena (western/horror), Evolution (ficção/horror), O Ceifeiro (western/horror). Ele irá começar Chasco outro western, neste caso será um álbum Spaghetti - Western. E desenvolvemos juntos também o "mascote/logo" para a FNNETWORK, uma emissora de rádio que é televisionada, lá em Gênova/Itália, comandada por dois irmãos e amigos pessoais que tenho por lá: Carlo e Roberto Trapani e continuamos juntos, firmes e fortes, (risos).

11 – Recentemente saiu a no BDJornal, publicação portuguesa sobre quadrinhos, e nela há duas histórias sua. Acha mais fácil ser publicado na Europa que aqui no Brasil? Como é isso?

Bem, atualmente, para mim, está sendo muito mais fácil publicar tanto aqui quanto lá fora, explico: lá fora, publico (e publicarei) tudo o que faço (e farei - já estamos lá desde 2008) na revista Portuguesa BDJornal do reconhecido editor José Machado Dias, pois ele também como autor gosta do meu jeito de escrever e acha minhas HQs interessantes e vendáveis. Publico (e publicarei) algumas HQs também na revista Italiana Walhalla ( publicamos tempos atrás na revista de #9 - Evolution) da Associação Cultural e Artística - ComixComunity, sempre as escolhidas (por mim oferecidas) por seus famosos editores Gianpaolo Bombara e Claudio Sacchi (aliás outra já foi oferecida e aprovada por eles - portanto aguardem novidades). E outras Editoras Italianas, também já abriram suas portas para mim, graças ao meu curriculum Italiano e os roteiros oferecidos. E obviamente, a facilidade que proponho a eles, ao escrever os roteiros em Português e Italiano. Quanto ao Brasil, publico a maioria de nossas produções na Quadrix Comics Group e agora também iniciei uma colaboração com a sua revista A3 Quadrinhos, caro Matheus, o qual também me enche de orgulho e espero que seja uma colaboração de longa data. Ou seja, confirma exatamente o que sempre levo comigo: "Se o roteiro for interessante e os desenhos de alto nível, resultando num trabalho altamente profissional, sempre encontraremos uma Editora, interessada e disposta a nos abrir as portas para os nossos produtos, tanto aqui, quanto lá fora". E seguindo essa linha de raciocínio, está inserido um selo em meus três Blogs em Italiano que diz: "PORTA RISPETTO È ARTE IL FUMETTO" - TENHA RESPEITO, O QUADRINHO É ARTE.  Essa simples frase, reflete com exatidão, o que penso e sempre pensei, dos Quadrinhos e tento levar ao pé da letra essas palavras. E o mais importante, é que levamos não só aqui, mas lá fora também, a criatividade da nossa HQB, seja ela em roteiros ou desenhos e  isso é altamente positivo, não?

12 – Claro! Você tocou em um ponto interessante. Como percebe essa questão do respeito pelas HQs, comparando o público e editores nacionais com os europeus?

Simples, o público Brasileiro é bem mais imediatista, ou seja ele consome revistas vorazmente e as esquece, com a mesma rapidez, tanto dos autores, quanto dos personagens propostos. O público Italiano é mais tradicionalista, compra, guarda e segue seus autores e personagens favoritos, por um longo tempo. Como posso comprovar isso? Pelos inúmeros e-mails que recebo da Europa (Portugal e Itália) falando bem a respeito das HQs que lá publicamos, muitos desses leitores dizem que estão começando a colecionar as revistas das quais participamos e esperam que publiquemos cada vez mais, por lá. Não que recebo menos e-mails de Brasileiros, ao contrário, mas essa diferença existe e é latente, uma questão Cultural, penso eu. Portanto somente com muitas e muitas publicações, com diferentes temas e propostas, faremos com que isso mude. Quanto aos editores, não vejo diferenças gritantes entre eles não. Pelo menos com os quais estou colaborando. A única coisa exigida obviamente, e com todo direito, é a qualidade das HQs propostas, tanto em roteiros, quanto em desenhos. E eu sempre tive a plena liberdade em propor os temas, os quais sempre foram aceitos como são originalmente, e esse é o indicativo maior que estamos (roteirista e desenhistas), trilhando o caminho certo, e é por aí que iremos, em nossas futuras propostas também.

13 – E com relação, em geral, ao mercado de quadrinhos brasileiros. O que acha dos novos autores, do que é publicado pelas editoras de bancas e o a nova onde de materiais para livrarias?

Eu acho ótimo. Essa nova "ondada" de novos autores e editoras é altamente estimulante, para o nosso mercado. Existem tantos roteiristas e desenhistas de alto nível, e isso é excelente principalmente para o mercado interno, claro. Pensemos inicialmente em nosso próprio País, depois lá fora, as publicações de alto nível, acontecem naturalmente, garanto. Em meu caso, claro é um pouco diferente, pois já era conhecido lá fora como desenhista porém, tive que recomeçar tudo novamente, do 0 como roteirista, mostrando muito trabalho, agora é que começo colher os frutos, após uma longa semeadura (risos). Adoro também, quando meus colaboradores surgem com suas propostas gráficas novas. Como disse antes, quanto maior a diversidade de temas, estilos e propostas e publicações, somente fortalecerá a nossa HQB, com certeza. Em relação a distribuição e vendas, quanto mais e diversificada, melhor é, isso os editores já "sacaram" e estão investindo pesado em bancas, livrarias, as vendas próprias on-line, tudo isso somado, somente aumentarão as vendas e nos trará novos horizontes. Caro Matheus, resumindo, penso que a saída para a nossa HQB, seja: o aumento substancial das publicações, pelas grandes editoras, médias editoras ou editoras independentes, em vários formatos ou seja; fanzines, revistas ou álbuns e o mais diversificado possível, em suas propostas. Inútil é acompanhar os "modismos" frequentes também em HQs, pois eles não acrescentam nada a nossa evolução, são coisas efêmeras e vazias. Insistir, persistir ao infinito. Aí sim, criaremos uma nova "casta" de leitores fiéis, as vendas aumentarão, os autores serão remunerados e finalmente a nossa HQB terá o destaque que merece, já a longo tempo, estabelecendo-se para sempre.

14 – O que indica para um novo autor que, como você antes, agora começa do zero? O que ele deve fazer e como se portar?

Bem é reiniciar tudo novamente, com a mesma "garra" de antes; investir em seu novo objetivo, com afinco. Voltamos novamente ao início do nosso gostoso bate-papo, perseverança, meu amigo, caminhar degrau por degrau, trabalhar duro mesmo. Ler muito, estar "antenado" com o mundo, literalmente falando, pesquisar, propor novas alternativas, ousar, enfrentar grandes desafios, ouvir muitos nãos e ir em frente, tentar, retentar, "engavetar" muitas coisas, colocar no papel tantas outras, jogar no lixo um montão de ideias, das quais você não gosta nem aprova. Guardar simples anotações ou rabiscar muito, treinar em todos os sentidos, colocar para fora uma simples emoção, tornar ela "materializada" seja como for, desenhada ou escrita. Conversar com pessoas de mais experiência, seja pessoal ou profissional, ouvir muito, desenvolver aquilo que mais gosta, aprofundar nele, são ser superficial, não ser mais um autor, mas tentar ao máximo ser um ótimo autor, acreditar em si próprio, em suas crenças, no que faz, ou irá fazer. Inventar novas técnicas, colocar de lado outras. Usar e abusar da sua criatividade, ser metódico, seguir rigidamente algumas regras pessoais e profissionais. Fazer tudo o escrito acima, colocando em prática com fanzines. Não ser ansioso, nem imediatista, tudo tem o seu tempo e hora certa para acontecer, principalmente falando da Nona Arte. E o mais importante, possuir um discernimento profundo, de si próprio quanto o que faz, pois nós Artistas sempre sabemos quando um trabalho ficou bom ou não, portanto seja sincero antes de mais nada consigo mesmo.

15 – Isso é importante! Destaca alguns dos novos talentos de hoje?

Bem, posso falar, "puxando bem, a sardinha pro meu lado", como se diz por aí, dos meus atuais colaboradores (Desenhistas), pois conheço de perto os seus trabalhos, os demais não os conheço profissionalmente e seria injusto mencioná-los, por uma questão de sinceridade pessoal, apesar que sei, existam centenas e centenas de novos autores, espalhados por esse nosso imenso Brasil e fora dele. Eu pessoalmente destacaria: Fred Macêdo, Daniel Brandão, Allan Goldman, Anilton Freires, Walber Feijó, Angelo Roncalle, Walter Pax e fora esses Artistas Nacionais, incluiria também os jovens Artistas estrangeiros que são: Walter Rodriguez (Argentino) e Riccardo Nunziati (Italiano). Repito e sublinho esses Aristas Nacionais e Internacionais, são os que trabalham ou já trabalharam comigo, daí a minha escolha comprovada; pessoal e profissional.

16 – Na sua concepção, o leitor de quadrinhos atual, e brasileiro, quer ler o que?

Ótima pergunta, a qual não saberia responder. Isso é o que o leitor brasileiro, diferencia do europeu. Lá por uma gama muito grande de escolhas, o leitor, lê o que mais prefere. Aqui não, não temos escolhas, diversidades; quando é mangá só se produzem mangás, lembra-se quando falei sobre os "modismos"? Ou quando é uma coisa e só aquela coisa, ou senão temos o que? Vazio total. O leitor adulto não criou ainda o hábito de ler Quadrinhos, entende? E isso, tem que ser ensinado desde pequeno. E nossa produção? Ainda não basta, é quase que imperceptível, infelizmente, torno a repetir; temos que publicar mais, fazendo com que o leitor escolha o produto de sua preferência e enquanto isso não acontece, o que vende mesmo são os Quadrinhos importados. 

LA STORIA DEL WEST© - ITALIA - DI WILSON VIEIRA

 Wilson Vieira è un noto fumettista, disegnatore e scrittore brasiliano che collabora attivamente dal 2013 con il sito e blog italiano DIME ...